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Ethereum, la piattaforma blockchain di Sorare

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Con il contributo di oggi vedremo di dare qualche nozione tecnica in più a tutti gli appassionati di Sorare, occupandoci della piattaforma blockchain che ospita la nostra applicazione preferita di fantacalcio digitale.

Ethereum, la seconda criptovaluta più grande dopo Bitcoin, è una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain per la creazione di applicazioni decentralizzate (dapps), delle quali un esempio è proprio Sorare. Laddove Bitcoin veniva progettato come valuta e riserva di valore, Ethereum è invece una rete decentralizzata per l’esecuzione di contratti intelligenti, ossia dei codici che vengono eseguiti su di una rete peer-to-peer e verificati dalla blockchain di Ethereum.

L’idea è quella di creare applicazioni sicure, trasparenti e resistenti alla censura, in quanto non basate su piattaforme centralizzate o intermediarie. Ethereum è stato già utilizzato come livello software sottostante per qualsiasi cosa, dalle applicazioni di finanza decentralizzata (DeFi), ai giochi “play-to-earn” che utilizzano token non fungibili (NFT). In definitiva, molti credono che Ethereum potrebbe essere alla base di una rivisitazione radicale di come funziona Internet, soprannominata “Web3”, in cui il controllo di Internet viene disintermediato dalle grandi aziende come possono essere Amazon o Facebook. La nostra guida ti aiuterà a capire la grandezza che sta alla base dell’idea Ethereum, ed il ruolo che la criptovaluta ETH gioca in questa visione.

Cenni storici

Un programmatore di computer russo/canadese chiamato Vitalik Buterin nel 2013 scrisse il “white paper” (ossia la documentazione tecnica) su cui si basava l’idea di Ethereum, con la collaborazione di altri numerosi co-fondatori, tra i quali ricordiamo Anthony Di Loria, Charles Hoskinson, Miha Alisie, Amir Chetrit, Joseph Lubin e Gavin Wood. Una volta elaborato il white paper nel gennaio del 2014 Ethereum veniva poi annunciato pubblicamente, rivelando l’intenzione di lanciare una ICO (initial coin offering) che si sarebbe poi tenuta nel luglio 2014 al preciso scopo di finanziare lo sviluppo del progetto ed allocare i primi gettoni ETH a coloro che se la sarebbero sentita di investire nelle idee di Vitalik.

Nel marzo 2017 un nutrito gruppo di aziende tra cui Toyota, Samsung, Microsoft, Intel e JP Morgan fonda l’Enterprise Ethereum Alliance, un’organizzazione no-profit progettata per rendere Ethereum adatto alle grandi imprese; e nel dicembre 2020  “The Beacon Chain” va online, rappresentando la prima fase di un radicale aggiornamento noto come Ethereum 2.0 che alla fine vedrà la rete passare da una dinamica Proof of Work (mining) ad un meccanismo di consenso definito Proof-of-Stake (staking). Lo scorso anno nel marzo del 2021 Visa inizia ad utilizzare la blockchain di Ethereum per regolare le transazioni di stablecoin .

L’ABC di Ethereum

Se Bitcoin è il floppy disk della blockchain, Ethereum è il compact disk: si tratta di un’evoluzione della medesima tecnologia. Bitcoin ha dimostrato di essere un sostituto delle valute tradizionali, creato da una comunità di utenti ed utilizzabile da chiunque abbia un portafoglio di criptovalute. Ciò che Ethereum ha ulteriormente dimostrato è che la blockchain può fornire molte più utilità dell’essere una semplice riserva di valore. Essa può essere utilizzata per organizzare persone, idee, aziende, denaro, servizi, e se qualcosa può essere scritto con un codice ed utilizzato da un contatto intelligente, potrà di conseguenza anche essere costruito su Ethereum. Questa semplice idea ha spinto le persone ad utilizzare Ethereum per gestire e condividere proprietà, creare social network, applicazioni finanziarie, sviluppare giochi e persino costruire una nuova nazione.

Ethereum sta prendendo la tecnologia su cui è stato costruito Bitcoin e la sta trasformando in qualcosa di più, consentendo agli sviluppatori di creare app (chiamate dapp o “applicazioni decentralizzate” nel mondo di Ethereum) con contratti intelligenti. Puoi persino progettare la tua valuta personale su Ethereum. Se Bitcoin è l’oro del mondo delle criptovalute, Ethereum è il petrolio con cui vengono alimentate le macchine.

Che cos’è uno smart contract?

Per spiegare cos’è uno smart contract (contratto intelligente) dobbiamo fare un esempio. Supponiamo di dover effettuare un volo intercontinentale di lavoro e di non poterci permettere di partire in ritardo, e pensiamo quindi di voler stipulare un contratto assicurativo con una assicurazione per tutelarci da questa eventualità.

Succederà questo: se il volo partirà in orario, lo Smart Contract farà sì che i nostri fondi sottoforma di premio assicurativo arrivino all’assicurazione; qualora invece partisse in ritardo, ci verrebbero accreditati automaticamente i soldi da parte dell’assicurazione. Il tutto certificato, comprovato e non contestabile grazie a milioni di utenti che possono “vedere” tale contratto intelligente. Questo meccanismo ruota attorno alla condizione “Se il volo parte in orario”. Se la risposta è sì, i soldi andranno in una direzione, viceversa andranno ineludibilmente nell’altra.

Come si può facilmente intuire, le applicazioni di tale concetto sono praticamente infinite: di fatto questa tecnologia va a perfezionare e a sostituire moltissime figure contrattuali legali. Vogliamo comprare casa? Zero costi notarili, se ne certifichiamo il passaggio di proprietà con Ethereum. Ci serve una prova d’acquisto di un determinato bene acquistato online? Si può avere gratuitamente su Ethereum. E molto, molto, molto altro ancora: sistemi elettorali, mercati finanziari, progetti di crowdfunding o brevetti: tutto gestibile e programmabile con gli smart contracts di Ethereum.

La produzione di ETH

Ether (ETH) è la criptovaluta utilizzata dalla blockchain di Ethereum per alimentare e mantenere in sicurezza la rete. In un modo simile a come funziona Bitcoin, i miners creano Ether creando blocchi e risolvendo enigmi crittografici, una tecnica nota come “mining”. Circa ogni 15 secondi, un nuovo blocco viene aggiunto alla blockchain di Ethereum, con il computer o il minatore che risolve il relativo puzzle al centro del blocco che viene premiato con delle quantità di ETH.

Ethereum attualmente utilizza la stessa tecnica di mining proof of work di Bitcoin, tuttavia come abbiamo già accennato, ha in programma di passare ad una tecnica di consenso differente e nota come Proof-of-Stake (con un futuro aggiornamento denominato dalla community Ethereum 2.0).

Il futuro di Ethereum

Ethereum vuole essere la piattaforma su cui vengono costruite tutte le app decentralizzate. Tuttavia una delle maggiori sfide ad oggi si è rivelata essere la velocità delle transazioni. Affinché Ethereum diventi la rete fondamentale di tutte le applicazioni decentralizzate, dovrà essere in grado di consentire che avvengano molte più transazioni contemporaneamente. Attualmente gestisce solo quindici transazioni al secondo, e rispetto a Visa che ne può gestire fino a 24.000 sono un po’ pochine. Ethereum ha ancora molta strada da fare. A causa della lentezza delle transazioni, gli utenti sono storicamente costretti a pagare commissioni più elevate ai miners, così da forzare la priorità della propria transazione sulla rete ed ottenere una validazione più repentina.

Ad ogni modo, oltre a spostare la rete verso un meccanismo di consenso proof of stake che consentirebbe di risolvere molti altri grattacapi noti alla tecnologia blockchain, il prossimo aggiornamento Ethereum 2.0 cercherà proprio di affrontare anche le lente velocità di transazione e le corrispondenti elevate tariffe di commissione.

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