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Crisi Juventus? Analisi dei giovani talenti in rosa.

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La Juventus di Massimiliano Allegri dopo il pareggio per 1-1 contro il Milan nella quarta settimana di Serie A ha avuto il peggior inizio di stagione dal 1961, con la ‘Vecchia Signora’ ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, addirittura diciottesima in classifica ed in zona retrocessione con due soli punti conquistati. A questo punto la squadra torinese dovrà ribaltare le proprie sorti in fretta se non vuole chiudere la stagione come la peggiore Juventus degli ultimi 60 anni. Oggi cercheremo assieme di capire quali giovani talenti, in periodo di inevitabili svalutazioni, possano fare al caso nostro e rinforzare la nostra formazione di Sorare.

Ad otto punti da Inter e Milan, Allegri ha cambiato formazione e tattica in ognuna delle quattro partite sinora disputate in campionato. Ha alternato un 4-3-3 ed un 4-4-2 che hanno evidenziato la probabile mancanza di un centrocampista centrale fisso (dalla sciagurata partenza di Miralem Pjanic), ed innescando una competizione tra Rodrigo Bentancur, Manuel Locatelli e Weston McKinnie per il ruolo di centrocampista centrale di riferimento, anche se l’allenatore sembra non aver ancora deciso chi sia il preferito.

In difesa

La Juventus ha subito per ben 18 partite consecutive gol nella propria porta, il che la rende una delle peggiori difese dei cinque migliori campionati europei poiché nessun’altra squadra mostra una striscia più lunga di gol subiti continuativamente. Una squadra che un tempo caratterizzata da una solidissima difesa, ora è fragile in difesa.

Uno dei loro principali punti di forza in difesa è il giocatore olandese Matthijs de Ligt che ha firmato nel 2019 ed è stato considerato all’epoca come uno dei più grandi prospetti del calcio mondiale. A soli 22 anni, ha ancora una lunga carriera davanti a sé ed il suo allenatore Massimo Allegri possiede note capacità di tirar fuori il meglio dai propri difensori (vedi lo storico duo Bonucci-Chiellini).

Daniele Rugani vanta una lunga permanenza in bianconero, interrotta solo dalla parentesi in cui ha militato, fra il 2020 e il 2021, al Rennes, in Francia, oltre che al Cagliari sempre in Serie A. In bianconero Rugani non ha mai fatto mancare il proprio prezioso apporto fatto di classe, tecnica, visione e prestanza fisica, che lo hanno portato e lo porteranno ancora a condividere con i suoi compagni una grande quantità di successi.

A centrocampo

Un giovane di prospetto è senza dubbio Manuel Locatelli, 23enne che è stato uno dei protagonisti della recente rassegna continentale di Euro 2020 per la nazionale italiana, con una spettacolare doppietta alla Svizzera nella fase a gironi. Oltre che gol e qualità assoluta a centrocampo, Manuel è dotato di una classe che hanno in pochi. A partire dal suo esordio in Serie A nel 2016, è il giocatore di movimento più giovane ad aver disputato almeno 100 presenze nel massimo campionato italiano con 8 gol ed 11 assist. Nell’ultima stagione a Sassuolo Locatelli è stato il giocatore che ha effettuato più passaggi nell’intera Serie A, 2749, ma anche quello che ne ha portati a buon fine il numero maggiore, 1358, e che ha vinto più contrasti, ben 81. Riguardo alla Nazionale, se la sua medaglia di vincitore degli Europei parla più di ogni altra cosa, anche in azzurro ci sono dati interessanti: a partire dal suo esordio (7 settembre 2020), è uno dei giocatori con più presenze, 15; tre le reti, compresa una doppietta di cui abbiamo già accennato pocanzi.

Weston McKennie, centrocampista ventiduenne è il primo statunitense ad approdare nel club bianconero. Ha 18 anni quando fa il suo debutto in Bundesliga con lo Schalke 04 nel 2017. Nella stagione successiva colleziona 25 presenze complessive tra campionato e coppa. Le sue prestazioni lo mettono in evidenza fino a meritarsi la convocazione nella nazionale USA, con cui debutta impiegato come mezzala di sinistra e va subito in gol. Nel corso delle successive stagioni si ritaglia un posto da titolare e incrementa le presenze nel club, arrivando a un totale di 91, con 5 reti messe a segno.  In Germania lo si è visto impiegato come centrocampista centrale o davanti alla difesa, ma quando è stato necessario è slittato anche nelle posizioni di difesa. Alto 1 metro e 85 centimetri, lo statunitense si segnala per l’alta quantità di palloni recuperati, 175 nella Bundesliga 2019-20: nessuno ha fatto meglio di lui tra i suoi compagni di reparto.

Arthur Henrique Ramos de Oliveira Melo, centrocampista brasiliano classe 1996, muove i primi passi in patria, ed esordisce col Gremio alzando al cielo il suo primo trofeo con la Copa Libertadores conquistata nella stagione 2016/17. Nel 2018 arriva la chiamata del Barcellona, con cui esordisce nella finale di Supercoppa Spagnola, vinta contro il Siviglia. Nella stessa stagione, vince anche la Liga con 27 presenze all’attivo. Durante la scorsa stagione in bianconero per lui ben 28 gettoni stagionali, e quattro le reti segnate. Con il Brasile, da indiscusso protagonista, ha conquistato la Copa America 2019, venendo anche inserito nel best XI della competizione.

Reparto offensivo: è qui il maggior potenziale inespresso?

Federico Chiesa, figlio d’arte classe 1997, passa alle giovanili della Fiorentina già all’età di 10 anni. Coverciano e Firenze sono le sue città: nella prima tornerà per rispondere alla chiamata della Nazionale, nel capoluogo toscano cresce giorno dopo giorno, dando il massimo prima nel settore giovanile, poi in prima squadra nella quale esordisce il 20 agosto 2016. In pochissimo tempo diventa un elemento insostituibile, collezionando 137 presenze in Serie A, più di qualsiasi altro giocatore viola in quel periodo, guadagnandosi anche la maglia dell’Italia. Velocità fulminante, spesso semplicemente incontenibile per gli avversari, Chiesa ha colpito fin dalle sue prime apparizioni per la sua capacità nell’uno contro uno, tanto da essere, dalla stagione 2016/17, con 553 dribbling effettuati, tra i migliori della massima serie in questo fondamentale. Anch’egli come Manuel Locatelli è stato uno dei protagonisti assoluti della vittoria italiana ad Euro 2020.

Nato il 28 febbraio del 2000, Moise Kean vive per lungo tempo il percorso delle giovanili bianconere, fino ad esordire in prima squadra nel novembre 2016, in Juventus-Pescara, quando diventa il primo giocatore nato negli anni 2000 a scendere in campo in Serie A. Nella stagione 2017/18 va a Verona, dove segna 4 reti in campionato e dopo un altro anno a Torino gioca 13 partite e segna sei gol in campionato ed uno in Coppa Italia. Se ne va con quattro trofei vinti, due Scudetti, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia. Dopo un’annata all’Everton, nell’ultima stagione milita al Paris Saint-Germain e fa parlare di sè: sono ben 17 le sue reti, fra Ligue1 (13), Coupe de France e Champions League (3 in questa competizione). È il secondo giocatore più giovane a raggiungere la doppia cifra di gol nei top cinque campionati europei, dietro solo a Erling Haaland.

Un po’ accantonato durante l’annata con mister Pirlo, Dejan Kulusevski, è un centrocampista dal talento cristallino ma non ancora completamente espresso al 100%.  In prestito al Parma dall’Atalanta si fa notare per le sue doti tecniche, di visione di gioco, oltre che fisiche, oltre che per i numeri: a settembre segna la sua prima rete, contro il Torino ed in totale colleziona in campionato 36 presenze, andando in gol 10 volte e fornendo 9 assist. Dejan è il più giovane giocatore con più di tre reti all’attivo nei cinque maggiori campionati europei, e, sempre nei campionati top-five del Vecchio Continente, solo due giocatori nati dopo il gennaio ‘99 hanno servito almeno sette assist: lui e Jadon Sancho.

Il neo-capitano della nuova Juventus non a caso è soprannominato “La Joya”, il gioiello: talento purissimo, fiuto del gol, un sinistro micidiale e la capacità di rendere semplici le giocate più complicate fanno di Paulo Dybala uno dei più grandi fuoriclasse del panorama mondiale. La sua carriera da professionista inizia nella stagione 2011/2012, con la squadra argentina dell’Instituto de Cordoba, con la quale gioca 38 partite andando in rete ben 17 volte. Un’annata che gli apre le porte del calcio italiano: è il Palermo la squadra che lo porta in Italia, dove colleziona 27 presenze e 3 reti già nel suo primo anno, 28 e 5 reti il secondo. Nel 2014/2015, Dybala approda in Serie A con i rosanero e si mette definitivamente in luce con 13 reti, molte delle quali bellissime, in 34 presenze. Tali numeri spingono la Juventus a puntare su di lui nell’estate del 2015, il resto è storia.

Chiudiamo questa speciale rassegna con un giovane che più che una scommessa è già una clamorosa promessa: Kaio Jorge. Attaccante brasiliano, classe 2002, ha iniziato il suo percorso nel calcio dei grandi cominciando molto presto: il debutto con la prima squadra del Santos arriva nel settembre 2018 ad appena 16 anni e 249 giorni.  L’anno della sua esplosione è proprio quello appena trascorso, il 2020: 46 presenze in prima squadra tra campionato e Copa Libertadores ed è qui che la stella di Kaio brilla più luminosa che mai, macinando record. È l’unico giocatore nato dopo il 2001 ad aver realizzato almeno cinque reti in una singola edizione del torneo ed è anche l’autore del gol più rapido in Coppa dal 2013 ad oggi (contro il Gremio dopo soli 11 secondi). Con il Brasile Under 17, nel 2019, ha conquistato il Mondiale di categoria, andando in gol anche nella finale contro il Messico e totalizzando cinque gol in totale nel torneo, che hanno fatto di lui il secondo miglior marcatore.

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