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I migliori talenti della J1 League giapponese nel 2021

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Di questi tempi si parla spesso dei grandi trasferimenti che caratterizzano la prima divisione giapponese, la J1 League, e a tal proposito soprattutto dei talenti che l’hanno lasciata per cercare fortuna in Europa. Ebbene, oggi noi ci concentreremo invece sui molti fuoriclasse che hanno scelto di restare in Giappone, ed in particolare quelli che potrebbero essere più interessanti per i fantallenatori di Sorare.

Tomoki Iwata | Yokohama F. Marinos

L’allenatore del giovane Tomoki -Tomohiro Katanosaka- ha ricevuto nel 2019 il premio di Miglior Allenatore dell’anno soprattutto perché è riuscito a costruire molto di più che una semplice squadra. Ha messo in piedi un sistema in cui i giocatori crescono con costanza, prosperano e poi per lo più se ne vanno verso campionati maggiormente competitivi. Iwata non è diverso dagli altri casi del passato, anche se detto tra noi forse lo attende un futuro ancora più promettente dei suoi predecessori.

A soli 23 anni ha già alle spalle sei intere stagioni da professionista. Si è messo in mostra in tutto l’arco del calcio professionistico giapponese sviluppando rapidamente i suoi punti di forza, ed imparando qualcosa di nuovo da ogni esperienza calcistica. Il suo passaggio allo Yokohama F. Marinos, potrebbe teoricamente significare che Ange Postecoglou avrà la possibilità di renderlo il miglior difensore del paese. Iwata può giocare con entrambi i piedi; ha segnato e messo assist per i compagni, dimostrandosi molto più completo di altri giocatori che attualmente giocano al suo livello. Con Postecoglou che passa ad una difesa a tre, potremmo vedere Iwata diventare il pezzo più prezioso della rosa.

Yoshinori Suzuki | Shimizu S-Pulse

Suzuki è senza dubbio una carta vincente, un difensore capace di costruire l’azione partendo dal fondo e dotato di un talento cristallino. L’S-Pulse non vantava un giocatore di questo calibro da anni e Lotina dovrà costruire una nuova rosa attorno proprio a Suzuki, considerato che sarà un chiaro titolare inamovibile della prossima stagione. Un giocatore affidabile ed efficiente su entrambi i lati del campo che funge da pietra angolare del gioco della Shimizu, la quale a sua volta ha bisogno di guadagnarsi un futuro più luminoso di quanto messo in mostra nel 2020.

Ryoya Morishita | Nagoya Grampus

Il Nagoya Grampus ha avuto una stagione fantastica nel 2020, conquistando uno slot nella AFC Champions League grazie al terzo posto conquistato in lega. Probabilmente l’anno scorso sono mancate solo due cose: un vero attaccante ed un pezzo solido a completare la difesa. Ryoya Morishita, è probabilmente la migliore aggiunta che il club ha ottenuto nell’ultima finestra di mercato. È uno dei pochi giovani promettenti che il Sagan Tosu non è riuscito a tenere con sé anche quest’anno. Un talento generazionale, Morishita ha trascorso un anno da debuttante niente male giocando addirittura trentatre partite e segnando tre gol. Riuscirà a ripetersi anche tra le fila del Nagoya? Qualora riuscisse, un posto nella nazionale giapponese non glielo toglierebbe nessuno.

Daigo Nishi | Urawa Red Diamonds

Daigo Nishi è uno dei giocatori più esperti della J1 League. Non ha avuto le stesse possibilità di altri di inserirsi nella nazionale giapponese, ma la sua consistenza in mezzo al campo è di altissimo livello. Nato a Sapporo, e cresciuto a Niigata, è poi diventato campione ad Ibaraki con gli Antlers. Passati quegli anni, ha firmato per il Vissel Kobe, dove lui ed il compagno Sakai hanno rappresentato la migliore coppia di terzini che la lega avesse da offrire. Se l’attuale tecnico spagnolo proverà ancora a mettere in atto il 3-4-2-1 visto a Tokushima, avrà già gli esterni offensivi per farlo e Nishi potrebbe a quel punto ricoprire anche il ruolo di regista arretrato in grado di costruire l’azione dalle retrovie.

Joel Chima Fujita | Tokushima Vortis

Molti si aspettavano che Joel Chima Fujita cercasse qualche opportunità all’estero, invece ha scelto di salire di livello restando in patria. Il promettente centrocampista di contenimento si è infatti unito ai Tokushima Vortis, che avevano senza dubbio bisogno di un nuovo volto al fianco del capitano Ken Iwao nella medianda di centrocampo. Pur vero che Yudai Konishi è diventato un solido centrocampista centrale, non sappiamo se una tale impostazione sarebbe sostenibile per il Tokushima in J1 league. Viceversa, la presenza di Fujita darà al Vortis un equilibrio migliorato rispetto a prima, anche perché l’arrivo di Dani Poyatos cambierà un po’ gli equilibri. Fujita ha l’occasione di dare il massimo e puntare più che mai ad approdare nei massimi campionati Europei, dove giocano i calciatori più forti del mondo.

Kazuki Kozuka | Kawasaki Frontale

Una rivelazione totale, e il bello è che l’unico posto in cui tale scoperta non era chiara era proprio all’Albirex Niigata, il club che gli aveva dato la prima opportunità di mettersi in mostra nel mondo professionistico, ma gli ha permesso di partire come titolare solo 16 volte in tutte le competizioni disputate nell’arco di tre stagioni. Qualcun altro invece ha notato le serie potenzialità del ragazzo nato a Mitsuke: Nobuhiro Ueno lo ha avuto sia al Renofa Yamaguchi nella stagione 2014-15 che con lo Ventforet Kofu poi nel 2018. Kozuka ha cominciato a brillare senza più voltarsi indietro, dimostrando di essere un giocatore offensivo elegante e intelligente. Questo gli ha permesso di passare all’Oita Trinita sotto Tomohiro Katanosaka, dove ha confermato il proprio valore in J1, anche se alcuni infortuni hanno rallentato la sua crescita. Ora è approdato al Kawasaki Frontale, dove potrebbe adattarsi facilmente nel ruolo di mezzala. Con l’AFC Champions League da giocare a soli 26 anni, Kozuka potrebbe dimostrare la sua efficacia nei piani di Oniki ed il Frontale avrebbe reclutato un altro solido profilo dai diretti avversari di J1 League.

Toshio Shimakawa | Sagan Tosu

La carriera calcistica di Toshio Shimakawa ha conosciuto un’ascesa lenta ma inesorabile. Gli ci è voluto molto tempo per arrivare ai vertici della gerarchia calcistica giapponese. Prodotto calcistico del settore giovanile del Kashiwa Reysol, Shimakawa è stato per cinque anni nel roster del Vegalta Sendai, ma non ha giocato nemmeno una volta. È stato prestato al Tokyo Verdy, ed anche li non ha funzionato. Ha trovato un po’ di minuti giocati all’Akita, dove Blaublitz lo ha incluso nell’undici titolare per la JFL. Successivamente al Renofa Yamaguchi, poi al Tochigi SC, due anni al Kofu ed altri due con l’Oita Trinita. Ed è lì che ha trovato il suo ritmo, una volta per tutte: un solido centrocampista di contenimento, Shimakawa è stato la chiave per bilanciare l’offensività del Trinita. La sua attuale squadra, il Sagan Tosu, ha un approccio diverso, ma aveva certamente bisogno di questo tipo di giocatore oltre che della rivelazione Daiki Matsuoka.

Quenten Martinus | Vegalta Sendai

L’ala non ha preso particolarmente bene la notizia che la sua avventura con gli Urawa Red Diamonds è finita. Sotto l’allenatore Tsuyoshi Otsuki, la relazione non è mai decollata e Martinus è apparso costantemente solo alla fine della stagione. Ha scelto di reinventarsi da qualche altra parte finendo tra le fila del Sendai, dove il club stava disperatamente cercando sul mercato una nuova fonte di gioco offensivo. Dopo l’infortunio di Cuenca dello scorso anno, sarà interessante vedere un trio potenzialmente composto dall’ex Barcellona, ​​Takuma Nishimura e lo stesso Martinus. L’esterno è alla sua sesta stagione in J1 League ed è uno degli stranieri più conosciuti del campionato: dopo la solida esperienza allo Yokohama e la parentesi agrodolce nel Saitama, Sendai potrebbe essere il posto giusto per Toshio.

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